La parte più difficile non è stata costruire l'azienda.
È stato tutto quello che ci gira intorno.
Ero bravo nel mio lavoro, sapevo creare valore e avevo idee chiare su dove volevo arrivare. Ma ogni giorno venivo risucchiato da un mondo completamente diverso: burocrazia, adempimenti, gestione del personale, banche, commercialisti, aspetti fiscali e patrimoniali.
Più cercavo di capirli, più mi rendevo conto di quanto tempo e quante energie mi stessero portando via.
Era come se la mia testa viaggiasse su due binari: da una parte le idee, i prodotti e la crescita dell'azienda; dall'altra un sistema complesso che ero costretto a imparare da zero.
La cosa che mi pesava di più era sentirmi solo.
Quando raccontavo le mie idee, spesso sembravano irrealizzabili. Non perché lo fossero davvero, ma perché chi avevo davanti le valutava attraverso il proprio mestiere, non attraverso la visione di un imprenditore.
Nessuno mi ha mai aiutato a costruire una visione d'insieme. Nessuno mi ha spiegato le conseguenze delle scelte nel lungo periodo o quale struttura fosse davvero la più adatta ai miei obiettivi.
Ognuno vedeva solo il proprio pezzo del puzzle.
E nel frattempo ero io a dover mettere insieme l'immagine completa.
Il risultato è che ho dedicato migliaia di ore a imparare competenze che erano necessarie, ma che mi allontanavano da ciò che sapevo fare meglio: costruire imprese.